DECALOGO
CAVA
I - Cosa si intende per PIENO FIORE
Si definiscono pieno fiore quei pellami che per la loro naturale bellezza non necessitano di alcun trattamento superficiale di ritocco del manto. Le pelli pieno fiore hanno pertanto un aspetto del tutto naturale, e si distinguono per il poro aperto (visibile con una lente), per le differenze di grana ed i segni, che ne accentuano la bellezza e ne attestano la naturalità. I vantaggi del pieno fiore sono molteplici: innanzitutto una rara capacità di migliorare invecchiando, una maggior elasticità che consente lavorazioni più complesse, nonchè un risultato estetico decisamente superiore.
Cava ha scelto di utilizzare esclusivamente pelli pieno fiore di grande prestigio.
II - STORIA della tecnica conciaria
Per dare una spiegazione alla scoperta della possibilità di conciare le pelli si pensa che, casualmente, qualcuno dei nostri antenati abbia gettato delle pelli scuoiate all'interno di uno stagno o una pozza d'acqua, e che le abbia ritrovare ancora intatte dopo qualche giorno. Ovviamente questo fatto ritrova un riscontro scientifico in quanto, all'interno di una pozza d'acqua o stagno, si può creare una situazione tale per cui in esso vi sia presente un'elevata quantità di tannini naturali provenienti dalla decomposizione delle foglie che vi sono cadute dentro (il tannino è una sostanza conciante). Nella storia l'uomo è riuscito ad affinare le proprie abilità di conciatore, come si può ricavare già dalla Bibbia, fino ad arrivare all'età medioevale, periodo durante il quale nasce "l'arte della concia".
Fra il 1700 e il 1800 cominciano a comparire nel paese di Arzignano i primi centri per la concia dei cuoi. Tale fenomeno è dovuto alla posizione stessa della cittadina, situata nell'alta valle del Chiampo (fiume che attraversa Arzignano e che prende nome da un paese confinante) e per questo è ricca di salti d'acqua e rogge a corso rapido, che permisero la movimentazione dei mulini per la macinazione delle materie concianti (fino ad allora era usata la polvere ottenuta delle ghiande macinate che contengono un'elevata percentuale di sostanza tannica)
III - PROVENIENZA del grezzo
Le pelli utilizzate nell’arredamento sono di origine bovina. La provenienza può essere Europea o extraeuropea (nel gergo dei pellettieri si usa l’appellativo “esotiche” per indicare pelli di origine sudamericana o australiana).
Pelli Esotiche: i climi più caldi e ricchi di parassiti danno luogo a pelli più secche e danneggiate da cicatrici, in quanto gli animali sono allevati all’aperto (le pelli esotiche si riconoscono per il marchio a fuoco).
Le pelli Europee provengono da bovini allevati in stalla ed alimentati con foraggio, pertanto risultano più morbide e pulite. Inoltre la pezzatura media superiore consente lavorazioni più complesse e minori scarti.
Cava ha scelto di utilizzare esclusivamente pellami di provenienza europea, principalmente tori per la maggior dimensione del manto (4-6mq) e per l’assenza di smagliature da parto.
IV - RINVERDIMENTO
Le pelli grezze subiscono un lavaggio in grandi quantità di acqua che serve ad eliminare le impurità. Le pelli vengono poi fatte passare in apposite presse che tolgono l'acqua in eccesso e distendono il manto.
V - SPACCATURA
Le pelli gregge vengono sezionate in due parti. La parte esterna più pregiata e morbida della pelle viene denominata “fiore”. La parte sottostante viene denominata “crosta”, meno compatta e resistente, destinata a prodotti economici.VI - SELEZIONE
i “fiori” ottenuti con la spaccatura subiscono una cernita molto scrupolosa: solamente le pelli migliori (in media non più del 10%) vengono classificate “PIENO FIORE” e passano direttamente alla fase di concia senza subire alcun trattamento superficiale di ritocco.
Un altro 30% circa di pelli meno pregiate subisce un trattamento di “smerigliatura” selettiva, che consiste in un abrasione della superficie solo nei punti dove si riscontrano cicatrici, tagli ed altri difetti evidenti. A seconda dell’intensità del trattamento verranno definite “fiore ritoccato” o “mezzo fiore”.
Il restante 60% circa delle pelli presenta una difettosità molto elevata. Le pelli vengono smerigliate su tutta la superficie dopo di che la grana viene ristampata con apposite presse Si definiscono “smerigliati” e si riconoscono per l’uniformità della grana su tutta la superficie.
VII - TINTURA IN BOTTALE
La concia e la tintura dei pellami più pregiati vengono eseguite in appositi bottali, in modo tale che la tinta possa penetrare attraverso tutta la sezione (tintura passante).Al contrario, nelle pelli più economiche viene stesa una vernice superficiale a spruzzo, cosicché un eventuale segno tende a scoprire il fondo più chiaro della pelle (si riconoscono per la differenza di colorazione fra la superficie e il retro).
Per gli articoli di maggior pregio Cava ha scelto di utilizzare pellami con tintura in botte e coloranti all’anilina.
La pelle all’anilina è priva di pigmento sulla superficie e presenta un look molto naturale. Dopo la conciatura e la tintura, sulla pelle anilina viene applicata solo una leggera protezione superficiale, solitamente a base di cera, che la ammorbidisce e le permette di respirare.
VIII - RIFINIZIONE
L’ultima fase della lavorazione rigorosamente manuale, quella che potremmo definire la fase del maquillage, il tocco finale dell’artista conciatore che stabilirà il tatto e tutti gli effetti moda.
Cava ha scelto una protezione leggera, ottenuta con una finizione trasparente, che conferisce al prodotto una mano ed un aspetto del tutto naturali; viceversa una rifinizione coprente, ottenuta con prodotti poliuretanici, aumenta il livello di protezione, ma pregiudica sensibilmente la naturale morbidezza del prodotto.
IX - MANUTENZIONE e PULIZIA
Si raccomanda di tenere il vostro rivestimento in pelle ad almeno 30 cm. da termosifoni o altre fonti di calore e di proteggerlo dalla luce diretta del sole.
Per quanto riguarda la pulizia ogni tipo di macchia deve essere rimossa nel minor tempo possibile: la tempestività è essenziale per ottenere una buona asportazione dello sporco.
Non si devono usare smacchiatori o detergenti commerciali in quanto possono essere incompatibili con lo strato protettivo trasparente della pelle.
Si consiglia di allontanare lo sporco con un batuffolo di cotone asciutto senza strofinare.
Se non dovesse bastare si può inumidire un altro batuffolo di cotone in acqua e passare leggermente con movimento circolare leggero sulla superficie da pulire, senza strofinare.
In casi particolari, ove non bastasse solo acqua, e questo succede di rado, si può provare a rimuovere la macchia utilizzando un po’ di sapone neutro, molto diluito.
In caso di graffi o segni di lieve entità, il fiore del pellame può essere ripristinato strofinando la parte interessata con un panno di lana, un semplice gesto che permetterà agli oli più scuri di salire in superficie e stendere le imperfezioni.






